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07 gen 2011

Raffinati terrori.

Rifletto dentro uno specchio la mia faccia, mentre il freddo di questa stanza è come la stretta di un gigante che mi abbraccia. Non ditemi niente che mi possa rompere i pensieri non ditemi niente che sono di vetro ed è sottile lo spessore. Non ditemi niente che si appannano. E l’astinenza di cibo mi stacca dal fondo della materia umana e vi chiedo di dirmi com’è fatta. Ed io che del mondo non voglio proprio saperne niente. E il mio orizzonte è oltre il bordo lungo del letto: mai bianco per insolenza e fastidio, mai aperto perché pieno di libri che ora non hanno peso. Mi volgo leggera verso il mondo per dare pace alla mia pace e peso al mio peso ma l’orizzonte chiede ancora tabacco e lunghe fumate solitarie da prendere l’impronta esatta del respiro. Oh, mia pesantezza di gioie strette e compresse nella gola per non essere arrivata in tempo ad urlarle a dirle o sussurrarle. Non dite nulla che mi rompa i pensieri. Ho tanto bene da dare e mi fa male, perchè non ne sono capace. Il sonno non viene ed è ancora l’ora di guardarmi allo specchio, disgustata da tale orrore: il mio corpo. Il sonno non viene perché ho paure che si sommano. È così che si resta quando si vive così: si resta morte prima del tempo e si sentono parole che offendono il vento. E il sonno è il posto dove chiamarle, dove parlarci e toccarle avendone cura. E guardo divenire azzurro timidamente il cielo, e mi avvolgo a questi miei pensieri che sono la mia culla tremolante e scricchiolante. Penserò altre cose sulla vita quando sarà primavera  e il verde sarà incessante e sarà più facile aver coraggio e non pensare che c’è stato molto da vivere. Una volta sognai di costruire delle case di vetro, trasparenti d’estate, opache d’inverno. Il desiderio era scoprire in anticipo una percossa immotivata, una subdola seduzione, un accenno di violenza. Tutto avrebbe dovuto essere visibile, udibile, individuabile. Allora non capivo che, nel silenzio delle parole e dei gesti, possono essere concepiti i più raffinati, impercettibili, micidiali terrori. Ed ormai questi, fanno parte della mia vita.

Zara.


2 commenti:

  1. scrivi da sogno zara. riesci a trasmettermi ogni tua sensazione.
    riguarda i tuoi obbiettivi. quei bei obbiettivi in fondo a destra del tuo blog.
    non è ora di ootenere tutte quelle cose?
    perchè ce la puoi fare. basta che credi in te stessa.
    (L) alaska.

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  2. "Allora non capivo che, nel silenzio delle parole e dei gesti, possono essere concepiti i più raffinati, impercettibili, micidiali terrori. Ed ormai questi, fanno parte della mia vita."
    Poesia allo stato puro (L).

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