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02 gen 2011

In altre sembianze.

Sono qui, immersa nella notte, nel buio più assoluto. Le tenebre accendono i miei sensi. Non ho paura del buio. Compagna, tenera amica, mi nasconde dal mondo. Rendendomi invisibile agli sguardi di persone indiscrete. E' quello che voglio. E' quello che cerco. Non ho paura del buio. Tutto attorno a me tace. Tutto svanisce. Faccio parte di quest'immensità. Perchè se guardo alla notte, vedo ciò che sono: silenziosa, sofferente, triste, invisibile. Non ho paura del buio. Mimetizzo il mio essere con esso. C'è sintonia. I silenzi ascoltano il mio dolore. Non chiedono il perchè. Non chiedono il come. Non sono sola. Ho con me il mio spirito guida. Nemmeno Lei chiede il motivo, mi segue ovunque io voglia andare. Sento il suo essere vivere dentro il mio. Il buio fa tutto parte di me. Io sono in lei.. Lei è in me. Non ho paura del buio. Sto al suo passo, non so dove mi stia portando, ma so che la voglio con me, che voglio adornare questa gabbia d'oro. La sua presenza mi rende forte ed il buio mi protegge. La notte mi accende. Non ho paura del buio.

La notte mi rende vera.Non ho paura del buio. Cammino fianco a fianco con questo mia "custode", girovagando nei luoghi più oscuri. Osservo con i suoi occhi.. Ascolto con le sue orecchie. Percepisco gli odori col suo naso. Non ho paura del buio. Indipendente, libera, silenziosa, paziente. Riposo i miei sensi sul fioco ricordo di una panca immersa nella notte. Nessuno sa che sono li, va bene così. Nessuno può vedermi, va bene così. Non ho paura del buio. Sono io che osservo il mio mondo attraverso il centro della mia anima.
Stanca di analizzare, di chiedermi il motivo. Sono solo ferita dal mondo, e va bene così. Ho paura della gente, e così li tengo a debita distanza. Nessuno riesce ad avvicinarsi a me. Sono la padrona indiscussa delle mie futili azioni. Decido io il come ed il quando. Non posso essere aiutata. Non posso essere sanata. Non ho paura del buio. Sono ancora lì, immersa nelle tenebre che mi cullano. Creatura della notte, vorrei rimanere immersa in quest'oscurità per sempre. Non voglio andare via, per favore. Voglio rimanere qui. Là fuori nessuno ha interesse per me. Non voglio l'interesse di nessuno. Sto bene qui, tra le mie lacrime, le mie insoddisfazioni, i miei adorati libri. Non ho paura del buio. Il mio mondo è bianco e nero, non ha colore, non ha sapore, non ha odore. Le persone attorno a me appaiono come sagome indistinte, tutte perfettamente uguali tra loro. Sono grigie, non hanno alcuna espressione. Il mio mondo non ha suoni. Anche i luoghi appaiono come sagome di cartone incolori: grigie, anonime, silenziose. E' tutto uguale. Mi aggiro urlando tra pupazzi di cartone, cercando attorno a me un pò di colore. Non sento le mie urla. Non le sente nessuno. E così mi dispero. Ma è tutto inutile. Sono immersa nel silenzio e nell'indifferenza totale. Non c'è una via d'uscita. E' il mondo. Il mio. E va bene così.

Sposto lo sguardo un’altra volta, fuori dalla finestra. Non piove, ma l’aria è fredda e ghiacciata. Ti invade le vene. Si insidia veloce e a piccoli spiragli, ti minaccia di gelarti, di farti male. Ti atrofizza con tutta sé stessa. Tiro un lungo sospiro d’ansia. E’ difficile spiegare la situazione, a chiunque. Figurati a uno sconosciuto che pretende di sapere tutto di me, di conoscere la soluzione ai miei problemi. Io non sono malata. Questa è una premessa. Io però credo, anzi ne sono certa, davvero convinta, che io sia grassa. No, mi correggo. Non che sia grassa. Ma che sia troppo grassa per quello che veramente vorrei essere. Nessuno mi può capire, è evidente. Nessuno mi capisce. Per quanto qualcuno, chiunque, mi possa dire che io sono bellissima, favolosa, magra e stupenda, io non gli crederò. Mai. Nonostante i fatti lascino intendere il contrario di ciò che penso io, non ci crederò mai. Io per me sono così, e basta. Sapete, credo che l’anoressia non sia solamente una cosa fisica. E’ qualcosa che prima si sviluppa nel cervello, e poi reagisce sul corpo. Il fatto di non mangiare, o di vomitare nel caso della bulimia, è solo un piccolo passo in più dopo l’essersi convinta della propria bruttezza. Ecco, io sono malata dentro, nella testa. A quello stadio lì, nell’anoressia ci sono già. Io odio il mio corpo con tutta me stessa. Non credo di essere brutta, questo no. Ho un viso discreto. Ma io odio il mio corpo. Vorrei far di tutto per vederlo snello come piace a me. Davvero, farei di tutto. Farei un sacco di sport. Tutto quello che mi si chiede. Capite? Quindi è ovvio che io rigetti tutto sul non mangiare, mi seguite? Io non vorrei, davvero. Molte volte l’ho pensato, ho immaginato il mio futuro nero e buio, pieno di merda dappertutto. Se mi mettessi d’impegno, senza nessun ostacolo che me lo impedisca, potrei arrivare ad essere quel che voglio. Potrei anche diventare anoressica. Nel senso fisico. Ma i miei genitori, le mie amiche, i miei amici, mia sorella, non mi capiscono. Non capiscono che io voglio davvero essere me stessa, ma in altre sembianze. Non capiscono che la mia voglia di dimagrire è "sana". Io voglio farcela. Voglio vivere la mia adolescenza serenamente, con un corpo che adoro.



Zara.

2 commenti:

  1. Avverarsi ed essere sé stessi è più importante della salute fisica. Si tratta del desiderio di viversi completamente e non solo più nel mondo ideale. Non è una sfida da poco. I più non riescono a comprendere un simile bisogno, quindi inevitabilmente si interpongono tra noi e il nostro obbiettivo.
    E, come hai detto, sicuramente non esiste solo un'anoressia a livello fisico, ma ce n'è anche una al livello mentale...più grave della prima, poichè incurabile.

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  2. agisci.
    da una parte cerca di trovare la felicità e la soddisfazione anche in altre cose oltre che al corpo.
    e dall'altra pian piano cerca di dimagrire.

    rassegnati oltre a noi nessuno capirà mai i tuoi pensieri sul cibo, la tua tristezza o disperazione.
    i tuoi genitori e amici ti vogliono bene. non vogliono che ti fai del 'male' da sola. cerca di capirli.

    (L)
    alaska.

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