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10 gen 2011

E mi difendo così.

Mi chiedo dove sia finito il mio appetito, le magliette della mia taglia o le mie scarpe da ginnastica . Mi sono vista allo specchio, ed ho rivisto me, purtroppo. Ho rivisto la pazza che non riesce a stare ferma per più di un minuto, che si lamenta perchè i suoi genitori non la fanno dimagrire più. Ora non ci sono più. Io, quella ragazza solare, l'ho trasformata in un ricordo sbiadito. Ora quella ragazza non si decide a crescere per davvero. Indossa maglie larghe, cerca di non fare la merenda anche se suo padre vorrebbe che la facesse. Ha chiuso in una scatola tutti i suoi ricordi, ed ha riempito i cassetti di attrezzi malefici, che le servono per mascherare la sofferenza. Ho guardato il mio riflesso, poi il mascara che tenevo in mano. L'ho messo con cura. E in un battito di ciglia, la bambina che ero, è sparita. Un'occasione perduta, una malattia quasi passata, la tristezza di aver perso giorni preziosi. Mi aggrappo ancora alle sbarre di questa gabbia, con tutta me stessa: vorrei non farlo, vorrei non esserne così dipendente, ma non posso evitarlo. Poi il buio, basta poco, molto poco. Leggo, vedo, sento ciò che non vorrei. Ricomincia da capo, cado di nuovo verso il fondo, non trovo ancore. Piango, urlo, soffro. Tanto nessuno sente. Sono da sola, nell'oscurità, sono l'oscurita e non appartengo più a me stessa. Non sono più io. So già che sono destinata a risorgere e a cadere all'infinito. Vorrei vivere nella luce, ma senza il buio, ella non esisterebbe.

Guardo il mondo da questa cortina scura della mia Lucky Strike XT, che ho davanti agli occhi e al cuore. Mi offusca la vista, ma non mi importa; non mi importa più nulla. C’è ancora un senso a questa vita? *Certo, devi solo avere il coraggio di crederci*, mi direbbe la gente. Sono cambiata: non sorrido più, mi chiudo ore ed ore in camera a piangere. Io non sono veramente così. Non ci sono più. Così mi difendo come posso, nascondendomi nel mio mondo popolato da mille personaggi inventati. Il mio ego è scomparso, inghiottito dalla maschera di fumo che ogni giorno diventa sempre più grande e sempre più pericolosa. La mia coscienza ormai è solo una voce ovattata, un bisbiglio che si può sentire ogni tanto, come un soffio di vento. Sull’orlo del precipizio osservo con rabbia le persone piccole come formiche che si muovono indaffarate sotto il mio sguardo offuscato. Stringo i pugni e chiudo gli occhi. Fumo. Fumo ovunque. Vorrei sorridere, ma il minimo movimento mi procura fitte atroci. Guardo nello specchio il mio volto sconvolto dal dolore, il trucco completamente colato e gli occhi arrossati dal pianto. È questo quello che si prova quando l'anima va in frantumi? Si sta davvero così male? Abbasso la testa, sconsolata, e ricomincio a piangere lacrime amare. Osservo ancora il mio riflesso nello specchio: sembro il fantasma di me stessa, così fragile, così sofferente e dilaniata dal dolore. 

Chiamatemi respiro, chiamatemi soffio.

Zara.

4 commenti:

  1. oggi ho deciso di voler morire.non di dimagrire...:di morire, non mangiando piu.
    è il suicidio piu dolce tra quelli che ho passato in rassegna, e forse l'unico piu conforme alla mia viltà.
    sono una egoista che pensa solo a se stessa, e alle cazzate...questo mi sento dire.
    mi sento dilaniare. ogni volta. senza aver la forza di dire smentire in qualche modo, di dire che non è cosi, - senza avere la capacita di argomentare, o di dimostrare che si sitanno sbgaliando.ma ritirandomi sempre di piu in me, lacerata da un dolore che non riesco piu ad esprimere ormai.
    evidentemente è vero che sono fondamentalmente una egoista immatura e sciocca, che non ha capito niente della vita. che non ha capito niente della vita.
    so solo che mi fa del male ogni volta essere considerata in questi termini dai miei familiari.
    io vorrei non esistere, e questo pensiero non è solo di ora, ma da sempre, anche quando stavo "bene". non voglio vivere. non sopporto questa gratuita dellesistenza, questa esistenza che non ho chiesto a nessuno. è da tantissimi anni che covo la mia morte, desiderandola, volendola; non ho la capcita per vivere, per sopportare il giudizio continuo altrui, di sgomitare. che cos'è in fondo la vita? io vedo solo un grigio formicaio pullulante ovunque,che vaga come un automa senza sapere chi è e dove sta andando, che sgomita, che si calpesta, schiamazza e sopravvive, senza senso;vedo solo rumore e confusione e incoscienzaa. ma che cosa sono tutte queste apologie della vita, ma che cosa sono? io non so che farmene della mia vita, anzi: mi da fastidio. sto male terribilmente ora... voglio davvero morire... e non sentire piu tutto questo, che mi fa tremendamente male, senza che nessuno lo capisca...
    da oggi, non mangero piu.

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  2. Ciao Zara,

    visualizzo il tuo blog senza problemi! Grazie per l'avvertimento, comunque.
    Continuo a seguire le tue parole, piene di dolore ma bellissime.

    Bianca

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  3. Ti farei vivere dei sorrisi di quelli a cui basta un bicchiere di latte caldo per esser felici e sentirsi amati.
    Ti inietterei nelle vene il calore di un abbraccio e il dolore di uno schiaffo, per farti capire la differenza.
    Prenderei quelle lacrime e le trasformerei in stelle luminose.
    Se solo tu volessi. Se solo io potessi concretamente.
    La gabbia d'oro è pur sempre una gabbia.
    Un bacio senza senso, è pur sempre una ferita sul cuore.
    Un'amica che piange è pur sempre l'eco di un dolore eterno, che affligge il mondo.
    Questo mondo che però non si rende conto di quanto sia prezioso, di quanto vada curato. Abbiamo perso la semplicità, la bellezza, per nasconderla in complicità, sensualità e bruttezza.
    Respiriamo aria cattiva, densa di chi ci sfrutta e urliamo nelle strade per combattere battaglie giganti, senza aver prima vinto le piccole.
    Svegliati Sara, SVEGLIATI. Il mondo ti aspetta, la vita anche, se tu non la prendi sarà lei a prendere te. E quanto fa male. Fa male da morire forse ricominciare a respirare dopo aver bevuto acqua, che l'attimo stesso in cui non respiri per averla bevuta.
    L'attimo dopo è il più faticoso. Vuoi una perfezione che non esiste, che non si può avere, vuoi creare qualcosa dal niente, ma non si può fare.
    Purtroppo l'isola che non c'è non esiste e tu puoi decidere, nella tua libertà, di rimanere bambina per sempre, o meglio adulta con gli occhiali da sole offuscati, da fuori un colore, da dentro un altro, oppure decidere di cambiare, di crescere, di accettare, amare, rispettare te stessa e chi ti ama, ti accetta, ti rispetta.
    Dimentica gli errori, le voci, le sensazioni e comincia a chiederti "PERCHE'?" perché mio padre vuole che mangi? Perché Maria mi scassa le palle? Perché le mie amiche cercano di dissuadermi? Smettila di pensare di essere l'unica a sapere, a capire, a notare certe cose, a SENTIRE, NO non è vero, non sei l'unica, non sei il centro, sei solo una goccia, che può cambiare tutto o lasciarsi portar via dai raggi del sole.

    Non si può non crescere. Il circolo della vita va avanti. E se lotti per non far morire un bambino, non puoi decidere di morir tu da bambina. Svegliati, che là fuori il mondo ti aspetta. E ti sono più vicina di quello che pensi.
    Ti voglio bene

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  4. Tutte le persone di valore fanno fatica ad essere sé stesse, poichè sono complicate. Le loro ideologie sono difficilmente applicabili alla realtà e purtroppo ne consegue quanto hai scritto sopra. La maggior parte della gente riesce ad essere sé stessa senza problemi perchè è poco o nulla. A quanto parte tu no; quindi, malgrado tutto il dolore che c'è nella sconfitta, combatti per te stessa. Perchè ne vale la pena.

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