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24 gen 2011

Cento lacrime.

Quadro di Schiele.
E se mi staccassi la pelle dal corpo?
La vita è bella, mi dicono. La vita è colma di amore, amicizia, gioie e sì, anche dolore ma bisogna guardare il lato positivo. Li ascolto attentamente, guardando quelle persone con gli occhi neri terribilmente vuoti e persi, pensando al modo migliore di sputargli in faccia. Sì, sono disgustosa. Sono cattiva, meschina e questo lo so. Ne sono esattamente consapevole e forse un pò mi piace. In fondo, il male ha un leggero gusto dolce e amaro, uno che adoro. Ma è colpa mia? Mi hanno strappato dalle mani il mio sogno più grande. Mi hanno detto che la vità è bella, difficile, ma meravigliosa e che ogni giorno è un dono. Io, però, ogni giorno mi vorrei strappare la pelle e le ossa - una per una- dal corpo e riuscire finalmente a farla finita con questo gioco di terrore e dolore infimo. Nel mio corpo c'è qualcosa che non va. La soluzione? Morderlo, strapparlo. Vivo, ogni singolo secondo, sentendo la mia schiena gridare, strapparsi da sola, scavando dentro di essa. Il mio corpo va bene. E allora cos'è quella "malattia" che mi brucia l'anima, me la sradica dal mio stesso corpo, comportando solo lacrime e grida? Cos'è? Sola, avvolta da braccia che creano un’illusione, sono qui a raccontarmi favole, circondata da una notte familiare ed estranea, popolata da ombre e fantasmi intrisa di ansie, ed in attesa che il sonno mi sottragga al lento supplizio della mia mente. Stanca, di una vita che non vive, di un’attesa che non ha fine. Ad immaginare un futuro perso nel passato, a guardare il giro al di fuori del cerchio. Ma il buio dilaga, avvolge, inghiotte e restituisce alla solitudine. Un altro giorno. Un altro tentativo fallito. E arriva la notte. E torno ad essere sola. Il corpo si è riempito di una tristezza, felicità, gratitudine e forse anche impazienza che non avevo mai provato nella vita. Aspetto che inizi quel rito, metodico, triste, e nostalgico di un qualcosa che non mi è dato conoscere. Sguardo fisso, ma occhi bassi, in modo che nessuno possa vedere l’orrore che il destino ha voluto mostrarmi. Sono diventata un mistero che necessita d’una soluzione, ma io come tutta la gente di questo pianeta, non ho la forza di interromperla, di interrompere quel mio camminare regolare tranquillo e cosi triste. Non riesco a capire se ciò che mi ferma sia la paura, il rispetto o la curiosità stessa, o forse ancora una volta è la delusione, o meglio la paura della delusione. Non lo so. Rimane il fatto che oggi come migliaia di altri giorni, io sono qui, a scrivere. Da dove sono seduta, il mio viso ed il mio corpo non riesco a vederli, ma ci sono nella mia mente, nonostante abbia provato in tutti modi a togliermi queesto ricordo dalla mente, quelle immagini che non se ne vogliono andare, e lì indelebili, quasi fanno male. Sento le lacrime gonfiarmi gli occhi. Sento il senso d’impotenza bloccarmi le gambe. E sento nascere nella mia mente la mia ennesima leggenda personale. La pazzia è una cosa che la mia mente non riesce a contemplare. Tutto il dolore riesce a sorvolare e a distruggere il mio cinismo, fino a farmi sentire una bambina che ha bisogno di sentire una favola per conciliare il sonno e per poter credere che nulla al mondo è doloroso. Sono solamente una ragazza che ha imparato in un tempo e in un mondo lontano a camminare su un filo e che da quel giorno, folgorata da quella strana follia, non è riuscita a tornare nel mondo grigio di tutti loro, esseri, senza infamia né lode. Cento lacrime per ogni errore della mia vita. Cento lacrime
per ogni volta che sono caduta. Cento lacrime per quando non volevo rimettermi in piedi. Cento lacrime per quando ho scelto di non cadere per paura di dovermi rialzare. Cento lacrime per quando non ho voluto amare. Cento lacrime per le mie contraddizioni, e cento per essere sempre della mia idea. Cento lacrime perché nell’ultima serie di cento ne ho fatte solo novantanove. Cento lacrime per ogni volta che sono stanca, e non mi va di andare avanti. Cento lacrime per quando mi guardo indietro con nostalgia. Cento lacrime per quando ho provato ad andare indietro. Cento lacrime perché nel farlo mi sono anche sentita sola. Cento lacrime perché ho aspettato troppo tempo prima di far scivolare sulle mie guance le ultime cento. Cento lacrime per quando ho smesso di studiare. Cento lacrime per quando ho cominciato a studiare quello che mi dicevano loro. Cento lacrime per aver dato retta agli altri. Cento lacrime perché durante le ultime cento ho urlato per il dolore. Cento lacrime per essermi adeguata. Cento lacrime per non essere mai del tutto conforme agli altri. Cento lacrime per quando mi considerano strana. Cento lacrime per quando penso di essere normale. Cento lacrime per quando per un momento ho pensato che la fanciulla nello specchio fosse la migliore. Cento lacrime perché non sono mai abbastanza. Cento lacrime anche per gli errori stupidi. Cento lacrime per tutte le volte che ho sorriso. Cento lacrime per ogni sorriso che si è tramutato in pianto. Cento lacrime per quando mi sono incazzata. Cento lacrime per quando mi sono trattenuta. Cento lacrime per ogni paura che ho provato. Cento lacrime perché poi alla fine mi sono sempre calmata. Cento lacrime per ogni errore della mia vita.
Sono il mio tormento.

Zara.

pS: 100esimo post. Yuppi.

2 commenti:

  1. Ciao Zarina, dopo un lungo periodo di assenza sono tornata. Volevo dirti che ti ho lasciato un premio nel mio blog, appena puoi vai a vederlo.
    Un abbraccio
    Alice

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  2. Cento lacrime per rialzarti.Se solo bastassero...E' incredibile vedere una prosa così stupefacente al servizio di un mostro cinico, cattivo e , come se non bastasse, compiaciuto del suo crogiolarsi nel dolore. Sara,pensaci: questo è il centesimo post. 100 magnifici pezzi intisi del tuo io malato in cui hai dato spazio ai movimenti della tua anima con un piglio ed un'abilità sintattica da scrittrice navigata. sarebbe ora di usare le tue doti per vivere la tua vita che, fin'ora "non è stata vissuta". cosa potresti essere, Sara...sei bellissima,si vede, ma la tua ossessione sta rovinando tutto.non è ora di risorgere? ma forse hai solo bisogno di tempo, forse è giusto che tu vada vagabondando ancora un po' nel lato oscuro che ti ha spento l'anima. ma poi rialzati, ti prego. non sprecarti così...è ora di vivere,carissima. che bello sarebbe se tu tornassi a farlo presto.

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