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04 dic 2010

Vorrei essere il Sole, ma sono solo una stella.

Siamo tutti dei matti meravigliosi. Tutti abbiamo qualcosa che non va, semplicemente non ce ne rendiamo conto. O meglio, facciamo di tutto per non accorgecene. Ci copriamo l'anima con strati di pesanti coperte scure, sperando e pregando che nessuno s'accorga dei nostri bassi e dei nostri alti. Comprenderli e capirne l'origine significherebbe accettare le nostre paure, e accettarle dimostrerebbe che ci piace indugiare nelle debolezze. In fondo, sono la somma di tutto quello che sono stata. Le mie insicurezze di oggi non sono altro che le mie proiezioni di paura di ieri. Solo una proiezione. Che non mi soddisfa, non mi soddisfa per nulla. Non mi va a genio sentirmi debole, accorgermi di essere l'ombra pallida di quello che avrei voluto davvero. A volte vorrei sentire la felicità perchè sentirla si porta dietro inevitabilmente il suo contrario, la sofferenza. Ma qualcuno potrebbe venirmi a dire che la sofferenza non esiste, è solamente la mia immaginazione, è tutto nella mia testa. Solo che è quella testa che mi porterò dietro per sempre. Mi muovo verso qualcosa senza vedere realmente cosa. A volte, riesco a scorgerne l'idea, e questa idea viene chiamata sogno. Qualcuno ancora più fortunato, riuscirà a raggiungerla e a sfiorarla con i polpastrelli riuscendo a delimitarne la forma: si chiama "realizzazre il proprio sogno". Ma, ahilui, non riuscirà mai a vedere davvero che cosa stringe tra le dita. Potrà intuire il materiale di cui è fatto, ma non saprà mai se sopra ci sia designata la sua faccia sanguinante o un dito medio alzato. Eppure nella sua mente scura si sarà già delineata un'immagine assolutamente personale di quello che tiene tra le mani. Sono sola, in un assurdo girotondo di strette di mano e biglietti da visita. Sono fottutamente e disperatamente sola in mezzo a un mucchio di persone che rompono il cazzo. Sotto il cielo e dentro la terra.

Ma l'unico vero problema, è che non ci sono nuove droghe da troppo tempo. Voglio qualosa di buono che mi faccia dimenticare. Voglio qualcosa di nuovo che mi faccia volare sopra questa merda. Ma non c'è niente che non abbia provato. Non c'è più niente che mi faccia davvero del male. Tranne me stessa. Il dolore lo accudisco con devozione ogni notte. L'amore lo allontano con metodica pazienza. Non l'ho scoperto io: errare è umano, perseverare è diabolico.

Dovrei tornare a vedere la vita con lenti colorate.

Ho le mie braccia avvolte intorno alla mia lardosa pancia, nella speranza di digerire l'indigeribile.

Sono sola, ad affrontare le conseguenze di questi silenzi che sono diventanti sempre più lunghi  delle parole, e la mia armatura è caduta nel momento esatto in cui la porta della vita si è richiusa alle mie spalle.

Dovrei mettermi allo specchio ed osservare la mia aura che si affievolisce.
Lisifobia: paura di lasciare qualcosa in sospeso. Ho una specie di delirio di controllo sul mondo. Fuggo, producendo paure ad hoc per sentirmi in pace con me stessa. In realtà io sono molto triste, perchè mi rendo conto di non essere più la persona di prima, di non essere più in grado di fare tutto quello che facevo prima. Mi torturo, cercando di raggiungere qualcosa, ma questo qualcosa non esiste, si sposta continuamente oltre l'orizzonte, fugge appena mi avvicino, e anche se dovessero raggiungermi, allungando la mano scoprirei che è soltando un miraggio. Non so mai perchè e di cosa sono alla perenne ricerca. E questo è assurdo, perchè in fondo quello che cerco davvero lo posso vedere ogni mattina riflesso nello specchio: è trovare la perfezione. E' trovare un corpo da amare. Voglio raggiungere un punteggio più alto in "graduatoria": passare per gli ottavi, superare anche i quarti, raggiungere la semifinale per poi ritrovarmi da sola allo scontro decisivo, e Vincere. Vorrei essere il Sole, ma sono solo una piccola stella.

Ogni cosa ha perso significato per me, non riesco a trovare gioia nella vita.
Finché non farò entrare nessuno nella mia prigione, nessuno potrà venire in mio soccorso. Nessuno può entrare dentro qualcun altro, a meno che questo non abbia voglia di girare la chiave. Mi chiudo tutta dentro, sono prigioniera di me stessa. Perchè nessuno di noi, è qui per qualcuno. Chiudere tutti i cerchi forse significa ricominciare a vivere. O forse morire, o forse fare delle cazzate assurde. Non lo so. La mia vita sta cominciando lentamente a perdere pezzi, posso vedere distintamente gli apici delle torri sbriciolarsi.

Non sono altro che un prisma. I raggi mi colpiscono, la luce s'infrange su di me e mi scompone. Non esiste il bene o il male di una situazione, il bianco o il nero, le luci o le ombre di una persona. Ho solo tante sfaccettature, spigoli e fessure, e quando una vicenda mi attraversa, io ne proietto la mia visione sulla parete che ho di fronte. Perchè ci sarà sempre una parete a chiudermi l'orizzonte, almeno fin quando resto qui, bloccata dentro ad un corpo fragile, ed infedele per reggere tutti questi urti.

pS: citazioni in cui mi trovo "coinvolta", prese dal libro "Se siamo ancora vivi" di Marilù S. Manzini. Per ora ne ho letto metà. Se troverò altre frasi, le riposterò.

Zara.

3 commenti:

  1. Se comprendessimo l'altro come compatiamo noi stessi, il mondo sarebbe di certo migliore...
    *Mi piace come scrivi*
    Un forte abbraccio

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  2. Permetti a me, nella mia piccolezza, di avvicinarmi alla porta, poggiare l'orecchio e aspettare. permettimi solo questo. E forse un giorno riusciremo a cominciare a parlare e forse quella porta non sarà più l'ostacolo, ma il mezzo.
    Ogni colore cambia in base a chi lo guarda. Ogni sfumatura, sensazione, cambia colore. E i muri forse siamo solo noi che li vediamo così, forse in realtà sono porte aperte.
    Forse quello che cerchiamo e tanto vogliamo non possiamo averlo semplicemente perché non è niente. Non tutto quello che non ci è concesso è solo perché potrebbe nuocerci, forse non ci è concesso perché è meglio così.
    Pure tu sei piccola, pure tu sei così magra, così bella, che nemmeno te ne rendi conto. E forse non svieni o ti senti male come faccio io, ma ci sarà il giorno che succederà di peggio se non decidi di affrontare, capire, conoscere.
    Forse dovremmo crescere. Entrambe. E non fare finta di non sentire. Non si può rimanere per sempre nel bozzolo, altrimenti si muore.
    Ti voglio bene.

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  3. il sole è una stella di medie dimensioni,
    la vediamo più grande perchè è più vicina a noi.. ma molte "stelline" che vediamo sono molto più grandi del sole, il fatto che si vedano solo di notte e che siano così in disparte dipende dal fatto che non hanno le gambe e non possono arrivare vicino alla terra.
    chiaramente è una metafora =)

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