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12 dic 2010

Eppure rimango in questo schifo.

Si dice che quando entri nell’anoressia non si può uscire. Ne ero al corrente da sempre. Io,che ho combattuto questa malattia per salvare altre ragazze,adesso non riesco a non disgustare il cibo.
Si dice che quando entri nell’anoressia non si può più sognare. Io, che facevo dei sogni la mia realtà.
Si dice che quando entri nell’anoressia non si può sorridere. Io che sorridevo per far star bene altre mille persone.


Io, adesso sono in bilico, in questo mondo senza pace, senza amore. Sono in bilico in questa vita. Diario di un’anoressica. Ma no, io non lo sono affatto. Forse non ancora. Si, mangio ma non come prima.
Forse è solo un fottutissimo passaggio della mia misera vita, ma ho paura di non riuscire a diventare quello che voglio essere. Quando ci sei dentro, ormai non distingui più il bene dal male. Ho gli occhi chiusi. Non capisco cos’è il bene per me. Non riesco a dirmi “MANGIA ANCORA UN POCHINO. DEVO MANGIARE”. Le uniche cose che mi fanno sperare che sia solo un passaggio è la mia forza di volontà.


Tutto questo schifo per chi, per che cosa? Per raggiungere un'autostima che non ho mai avuto. Per sorridere felice. Tutto questo per veder allontanare le amiche, con le quali è diventato più difficile uscire "come una volta", scherzare "come una volta", ridere "come una volta", mangiare a cena fuori "come una volta". Loro che hanno paura di perderti. Di non vederti più. Hanno paura, sì che io possa morire.


Ma io non morirò. No. Ho fatto una promessa. E solo io so che per quella promessa farò mille volte il giro del mondo se serve. Quindi cerco di sforzarmi per avere quella sensazione di fame che ormai non conosco più da tempo, ormai.


Si dice che quando entri nell’anoressia si faccia fatica a vedere colorato.
Si dicono un sacco di cose.


Ed io ho tutti i buoni motivi per restare in questo schifo, perché credetemi è uno schifo!Oh sì che lo è. Diventa pesante camminare, correre e soprattutto ridere. Ma nonostante questo mi faceva piacere quando mi dicevano: “Come sei dimagrita”. Alla fine, non dipende solo dal mio corpo, ma anche dalla mia fottuta testa.

<- - I'm horrible, as always.


In fondo, avrei anche tutti i motivi per uscirne. Ma qui mi sento al sicuro. Al sicuro anche dalle mie stesse bugie. Anoressica non ci voglio diventare, ma se ormai è troppo tardi? Perché restare in questo schifo se puoi uscirne? Stessa domanda che mi pongo anche io. Ci sono persone che mi usano solo quando servo per i loro comodi e favori. Ci sono problemi economici. Ci sono parole che tagliano più di lame. Ci sono errori a cui non posso più rimediare. I problemi si risolvono, anche se non in questo modo. Eppure, questo lo so benissimo.

Quali sono i motivi per uscire? Gli amici veri. Maria e la nostra promessa di poter andare avanti e superare tutto questo. I miei genitori. Mia sorella. Non è meglio vivere per loro? Si, è così.


Ma non riesco e non voglio muovere i miei piedi da qui. Il mio mondo va sempre al rovescio. Va sempre storto. Ho paura della morte, ho paura di restare sola per tutta la vita. Solitudine. Angoscia. Falsità. Ho paura di non portare a termine tutti i miei piani sul mio futuro, la mia carriera scolastica e anche, perchè no, quella lavorativa che verrà. Ma almeno, adesso mi sento guardabile. Ma so che non basta. Io non voglio essere schifata per un corpo che non sento mio. Io voglio essere considerata per quella che ha un bel corpo, che tutte invidiano. Voglio quel fottuto numero sulla bilancia: 45 kg. E giuro che può essere anche l’ultima cosa che faccio, ma io devo farlo. Per me. La mia unica speranza è riprendere a volare come un tempo. Tornare a scendere come un tempo. Voglio solo tornare.


La notte mi culla e mi stringe a sé come una madre, sento un forte bisogno di un sogno che tarda ad arrivare, continuo a guardare il soffitto buio. Silenzio, intorno a me il silenzio, un’assenza di rumore così fitto da poter esser interrotto anche da un sorriso, anche da una lacrima, quella che scende adesso, ma subito il lenzuolo l'asciuga. Non voglio assaporarla stanotte, non voglio sentirne il suo sapore amaro. In questo silenzio anche un ricordo può fare rumore, anche il battito del mio cuore è l'eco di questa camera. Ed in questo silenzio, solo i miei pensieri fanno rumore.

Zara.

3 commenti:

  1. Non finisce mai il tempo per un nuovo inizio, finché ti svegli la mattina hai una possibilità in più di trovare il tuo equilibrio...ti sono vicina.

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  2. Ti leggo da una stanza altrettanto silenziosa, delimitata da quattro pareti e posta al centro dell'ignoto.
    Fosse anche un'obbiettivo che sembra irraggiungibile, non smettere mai di credere nell'Arrivo. Perchè, strano a dirsi, arriva davvero.
    Basta volerlo.

    un abbraccio

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  3. Grazie Zarina. Anche io voglio sentirti al più presto, così ci facciamo una bella chiacchierata di quelle vecchie (:

    Naturalmente il tuo post colpisce nel segno. Noi da questa malattia al posto che scappare ci sentiamo coccolate, al sicuro, è un rifugio. E' come un mondo parallelo. Forse abbiamo solo bisogno di una spinta in più per ritornare alla realtà..non so. Spero solo che questa spinta arrivi presto per entrambe.

    Un abbraccio, ti voglio bene.

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