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16 dic 2010

Solo un pò di dolore fisico.

Ho un desiderio folle di schiaffeggiarmi, pugnalarmi le viscere fino a trapassare tutto il mio corpo, darmi dei cazzotti talmente forti da poter svenire e dimenticare tutto quello che è accaduto. Vorrei prendere il rasoio e, ponendolo in linea verticale, farlo strisciare e raschiare sulla mia pelle. Voglio graffiarmi tutta, per poter affievolire il dolore e il pianto che oggi mi hanno assalito. La vista del sangue, il bruciore che mi provocherebbe sulla ferita, sul taglio, quasi mi stanno tentando a scappare in bagno e cercare un rimedio a questa mia insaziabile insofferenza. Tutto questo perchè?

Perchè oggi il terapista mi ha pesata: 52.9 kg. Il cuore è sembrato fermarsi, tutti i rumori provenienti da fuori la stanza e la finestra sono scomparsi, il mio respiro si è fatto più affannoso, le mani hanno iniziato a tremare e a cercare appiglio dentro le maniche delle mie due magliette e il maglioncino leggero color blue. "Eppure due settimane fa pesavo 52.1 kg, e non ero neanche andata a fare la pipì dopo 5 ore di scuola. Pensavo di pesare di meno. Credevo di essere stata in grado di perdere altro peso, saltando il pranzo di giovedi, la cena di venerdi e la cena di sabato, due settimane fa". Questo è quello che ho pensato, quell'idea nella quale cercavo di trovare un piccolo rifugio, una futile conferma. Sta di fatto che non si è rivelata tale. Affatto. Lo psicologo, era in piedi e si è come bloccato, notando il mio disappunto, il mio dolore che inziava come ad evolversi e scontrarsi dentro di me. Ha chiesto se stessi bene, cosa mi era successo, che cosa pensavo, se volevo riprovare a pesarmi per avere certezza dell'esito precedente. I miei occhi erano fissi sulla bilancia: volevo prenderla e tirarla attraverso la finestra, tanto era l'odio che stavo vivendo in quel momento. Ero completamente spaesata, impaurita da quella cifra. Anche lui è sembrato preoccuparsi per la reazione che ho avuto: sconforto. Mi ha detto "Ma lo sai perchè? Hai saltato il pranzo di giovedì , la cena di venerdi e la cena di sabato, di due settimane fa. E quindi..", ma non ha fatto in tempo a terminare che io l'ho preceduto "Tutto quello che avevo perso, non solo l'ho ripreso ma ho anche aggiunto altri etti". Nel mentre concludevo, i miei occhi continuavano ad osservare la bilancia, passando a studiare dall'alto anche la mia pancia, la mia rotondità: è troppa. 

Non vado in bagno da due giorni, anzi se calcoliamo anche oggi, allora sono tre giorni. Indossavo un paio di jeans attillati, scarpe stile converse, una cannottiera, una maglietta a maniche corte, un maglioncino leggero (Stradivarious), e un golfino di Zara (quindi leggerissimo). Per quanto io possa scervellarmi, ora sono della netta convinzione che io sia ancora più grassa di quanto in realtà non lo sia già. Sono uscita dallo studio, e, invece di prendere l'ascenscore, sono scesa per le scale: non ho fatto in tempo a fare due scalini che sono scoppiata a piangere. Premevo la mia mano sulla bocca, per soffocare i singhiozzi. Ho respirato a lungo, cercando di controllare tutto quello che stava per uscire dalla mia bocca: dolore, impotenza, sofferenza, tristezza. Dopo un minuto buono, sono tornata a casa il più presto possibile, ma siccome non ho mai avuto un gran rapporto con la fortuna, sono tornata a casa alle 17.00 (dopo essere uscita dallo studio alle 15.00). Una volta tappatami nella mia stanza, ho pianto, singhiozzato, dato cazzotti al cuscino. Non ero più in me. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Chissà, forse dopo questo post, andrò a rifugiarmi in bagno, come ho accennato prima. Chissà.
Eppure, durante la seduta, il terapista mi aveva proposto un obiettivo: invece di soffermarmi, di focalizzare tutte le mie energie nel solo campo del cibo, avrei dovuto trovarmi un altro interesse, qualcos'altro ce mi potesse distrarre e farmi capire che impiegare tutte le energie in una cosa sola, alla fine non troverai mai un momento in cui mettere un punto. Si sarà sempre insoddisfatti. Mi aveva proposto di non pensare più, qunidi, ai 45 kg o roba simile: mi sarei dovuta porre questo obiettivo per 5-6 mesi. Se alla fine non avessi trovato un riscontro positivo, o se avessi continuato ad avere sempre la stessa idea fissa in mente, avrei potuto anche lasciare la terapia. Ma quando la bilancia mi ha sbattuto in faccia la realtà, i fatti, la verità..ho cambiato idea: sono grassa. Sono obesa. Sono tutta un flaccidume ambulante. Sono brutta.

Anche ora il mio dolore si può benissimo leggere in faccia.
Anche ora sto soffrendo.
Anche ora voglio dimagrire.
Anche ora sono decisa più che mai a farlo.
Anche ora..sono stanca.
Basta così.
Perservero. Perservero. Perservero.

Zara.

5 commenti:

  1. Da un lato sono d'accordo con ciò che ha detto il terapista, ma dall'altro capisco che la sensazione che hai provato nel vedere riflesso quel numero è bastato per 'far crollare' tutti quei buoni propositi che il terapista cerca di incamerare nella tua mente. So che è difficile, e che i pensieri sono sempre gli stessi, ma da quello che vedo dalle tue foto, non credo potresti arrivare ai 45. Il tuo BMI di adesso, è quello che avrò io a quarantotto kg. E tu pensi di essere più magra di me. Il modo in cui ti vedi è sbagliato, non quadra con la realtà, e purtroppo tutto questo non si può dimenticare. Forse dovremmo cercare di misurarci in termini di forza, secondo una giornata andata bene, o un semplice sorriso, smettendo di farlo in termini di kg. Magari basterebbe solo questo, ma bisogna averne la piena consapevolezza. Non si può dimenticare, bisogna affrontarlo.

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  2. mi dispiace tantissimo leggere queste parole.
    vorrei prenderti per le spalle e scuoterti, scuoterti fino a farti perdere di vista questo obiettivo suicida e farti vedere finalmente per quello che sei.
    posso solo sperare che alla fine tu non ti sia fatta ulteriormente del male. non risolve niente,lo sai. se non aggiungere dolore al dolore.
    ed è l'ultima cosa di cui hai bisogno.
    capisco il dolore per il numero più alto,la paura,lo schifo per se stessi. credimi,lo capisco.
    ma prova a dare una possibilità alla terapia, a te stessa, prova a mettere da parte per un pò questi stupidi numeri vuoti e a concentrarti su qualcosa di diverso. di vero.
    non perseverare nell'errore.
    se ora stai male,se ora soffri in questo modo, fidati che a 45 kg starai male dieci volte di più.
    tutta questa grinta,questo dolore, incanalali in una direzione positiva. che ti porti del bene,non che ti distrugga.
    hai le potenzialità per fare grandi cose. devi solo lasciare andare questa inutile ossessione prima.
    provaci,provaci ancora!

    un abbraccio forte

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  3. Anche io mi sentivo così..e cominciavo a digiunare,il giorno dopo non mangiavo...poco pochissimo,sempre meno..
    pesavo sempre meno..e mi sentivo felice,poi però volevo ancora vedere il numeretto scendere,quasi a scomparire...
    Poi arrivarono le abbuffate,ero stanca di privarmi della vita,riconoscevo di essere stata schiava di un qualcosa,che potevo e volevo essere libera ma ero Io Stessa ad impedirmelo
    ad impedirmi di sorridere,di gioire,di amare,rifiutavo l'amore che mi davano/danno con freddezza ,mi sentivo potente..pensavo di essere libera perchè avevo avuto controllo su tutto,non mi sfuggiva nulla,programmavo ogni mia singola mossa...
    Ero stanca,volevo recuperare il tempo perduto,sentirmi il sangue scorrere nelle vene,sentirmi VIVA e vera.
    Non è mio questo corpo..non lo sento mio..
    Lo sto distruggendo ora,mi sto saziando di tutto ciò che ho perso,di cui l'ho privato...è dura,mi odio,odio quella che sono diventata..
    ma voglio sentirMI,io ESISTO!
    ESISTI anche te...Amati..è dura,per tutte noi amarci..ma non distruggerti,ripetitelo...
    amati..
    che sei bella,tutte siamo belle quando sorridiamo..
    un abbraccio
    tutto passa.

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  4. Questa sensazione che hai descritto di dolore, delusione, rabbia, odio, la conosco fin troppo bene. Quando mi peso mi succede sempre, indipendentemente dal numero. Ci credi se ti dico che anche quando la mia bilancia segnava 43 kg io reagivo nel tuo stesso modo? Quello che voglio dirti è che il numero è solo una copertura. Se tu non fossi stata bloccata nella tua discesa e saresti 45 kg, reagiresti allo stesso modo. La verità è che per noi ogni obbiettivo prefissato è solo un passo in più verso un altro più basso che porterà sempre più vicino a quello definitivo di autodistruggerti e, dunque, di scomparire.

    Come dice Nessi ha ragione il tuo terapista, devi cercare di distrarti da questa maledetta idea che un maledetto numero sia ciò che t rappresenta. Sia che tu sia 52 kg, sia che tu sia 50 o 45 o 60, sei sempre la persona splendida che non deve soffermarsi su queste cose, guardare avanti e VIVERE.

    Fatti forza piccola, so quanto ci sentiamo pesanti, ingombranti, ma è tutta una farsa. Noi siamo ciò che pensiamo, ciò che facciamo, non ciò che pesiamo.

    Un abbraccio forte! (L)

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  5. Vorrei potere avere la stessa forza che hanno avuto le altre e dirti di smetterla. Distrarsi, amare, ridere. Sono queste le cose che 'contano'. E,per carità, lo sanno tutti. Lo sappiamo anche 'noi'.
    E allora perchè si sente il bisogno di continuarsi a distruggere?
    Vorrei poterti dire, o meglio, farti capire, che sei bellissima, che ogni volta che vedo le tue foto su facebook o sul blog rimango allibita per quanto tu possa essere bella. E non sei bella perchè sei magrissima (credimi, sul serio lo sei), non perchè sei 52 (che per me sarebbe un adorabile 42, e vorrei sottolineare che per me sei già ad un peso adorabile), ma perchè c'è sempre quel qualcosa in te che sprigioni che me lo fa credere. Tu SEI bella, davvero.
    Non ti dico questo per convincerti. Solo per mostrarti il pensiero di tante e tante persone, anche se questo tu lo saprai già.
    Non mi piace dire che mi immedesimo in qualcuno, ma i tuoi pensieri fanno da specchio dei miei, credimi.
    Ma vedermeli addosso ormai è abitudine. Vederli negli altri mi crea un'agitazione tale che faccio di tutto pur di non vederli più in quel modo.
    Perciò, perdonami.
    Un abbraccio.
    Alice

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