Pagine

06 dic 2010

Ma non mi aggiusto mai.

Io non sto più. Tutto qui. Davvero, io non so più dove stare. Non so più dove appoggiarmi. Come un'opera d'arte che però non sta bene in nessun posto. E così continuo a spostarla all'infinito fin quando mi scivola dalle mani, cade, s'infrange sul pavimento e si sbriciola in mille pezzi. La sofferenza è così, un ronzio sgradevole tra gli accordi della vita, un rumore di fondo. Non sempre riusciamo a sentirlo, ma lui è sempre lì. La maggior parte delle volte proprio non lo sentiamo, siamo troppo concentrati sulla meraviglia di tutti gli altri suoni. A volte invece è solo silenzio, ed è allora che quel brusio arriva e ti prende alle spalle. Di tanto in tanto lo cerchi anche, per sentirlo di nuovo, per capire come potresti correggerlo, come potresti renderlo armonico. Ma non si aggiusta mai. Sono distrutta dentro. La mia vita è una miriade di pezzi che non riesco più a mettere insieme. Non trovo gli incastri giusti, né forse ci sono mai stati. Non ho altre pedine da sacrificare e so che è scacco matto al re. E' finita. Io sono bloccata. Da molto tempi mi sento come se il vuoto riempisse tutte le mie stanze e non ci fosse più da cercare. La porta d'ingresso è stata murata lasciandomi senza via d'uscita, e ora, in questo labirinto spoglio, non c'è niente che io possa fare. Niente carte, niente dadi, pedine con cui giocare. Non una fotografia da guardare. Non un rumore da ascoltare. Non un soprammobile da far cadere involontariamente e rompere al suolo. Non lampadine da sostituire quando si bruciano.


La verità è che non sono mai stata pronta ad amare. Non è che non ci sono portata, ma mi manca qualcosa e credo si chiami coraggio. La mia ombra mi segue sempre, non riesco mai a scucirla dai piedi. Niente, lei resta sempre lì. E la mia ombra è pesante. Perchè io non sento il cuore ormai da troppo tempo, mi sono abituata, un pò come chi dorme vicino ai binari di una ferrovia: i treni passano ad alta velocità, ma dopo qualche notte insonne e violentemente arrabbiata, non ci si fa più caso.


A ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria.


Chiraptofobia: paura di essere toccati.
Scopofobia: paura di essere guardati.
Calliginefobia: la difficoltà a rapportarsi con le belle donne.
Filofobia: paura di innamorarsi.
Avevo basato tutto sulla Sindrome di Asperger, un tipo d'autismo caratterizzato dalla difficoltà nelle relazioni sociali e non da quell'alterazione della percezione, rappresentazione e classificazione della realtà che è tipica dell'autismo classico. Gli individui affetti dalla Sindrome di Asperger possono osservare un sorriso e non capirne il significato, e hanno, in generale, notevoli difficoltà a comprendere la componente non verbale della comunicazione, quella che dà senso ai riferimenti impliciti, alle illusioni, agli ammiccamenti che inseriamo nei nostri discorsi, lo stato di alienazione di cui fanno esperienza. Inoltre, gli individui colpiti dalla Sindrome manifestano difficoltà anche a comunicare i proprio sentimenti e dimostrare affetto, e lo stato di alienazione di cui giungono a fare esperienza è tale che molti, fin dall'infanzia, si creano amici immaginari che siano di compagnia. I non affetti da Sindrome di Asperger, sono affetti da Sindrome di Asperger Controversa. Abbiamo difficoltà nelle relazioni emozionali, però siamo bravissimi a percepire la realtà come ci fa più comodo e a rappresentarla nel nostro teatrino delle tragedie. Anche noi incontriamo fatica nel capire il significato di un sorriso, perchè quello a cui pensiamo immediatamente è di fottercelo, quel sorriso, nemmeno ci preoccupiamo di saper leggere tra le righe perchè spesso ci annoiamo a morte. Abbiamo grande difficoltà a dimostrare il nostro affetto per paura di sembrare deboli, e così ci mettiamo spontaneamente con le spalle al muro: o diventiamo burattini che si trastullano nell'effimero, tirati da un marionettista scaltro e senza cuore, oppure perdiamo anche l'affetto che nutriamo verso le nostre debolezze e i nostri difetti, chiudendo tutte le porte d'ingresso, seppellendoci vivi.
La vita è come un libro da leggere, ognuno ha il suo spessore differente. Qualcuno ha più pagine, qualcuno meno. Qualcuno con la copertina rigida, quelli che l'hanno morbida. Ma quello che non posso fare è correre subito a leggerne la fine, perchè sono analfabeta, e imparo a leggere man mano che sfoglio, pagina dopo pagina. Sono anche un pò dislessica: a volte sbaglio parole, non capisco il loro significato, lo scambio. In più ci sono le note a margine. Le più pericolose. Perchè non sono risposte attendibili, ma suggerimenti che non fanno altro che incasinarmi ancora di più.
C'è qualcosa che non va, in questo cielo. C'è chi dice qua, c'è chi dice là. Io non mi muovo. Forse non lo dici, però lo fai. E questo non è onesto. Mi distinguo dal luogo comune, mi piace vivere come sono, e rispondere solo a me. L'incredibile è possibile.
Tutto nella vita è una sconfitta anticipata e una vittoria in ritardo. Quando ci sentiamo piegati dal tempo, quando siamo messi in fuga davanti a ciò che desideriamo ma non abbiamo il coraggio di rischiare di perderlo, perdendoci a nostra volta, tutte le volte in cui la sconfitta diventa più alta di noi e ci sovrasta e non riusciamo a guardarla negli occhi. Se potessi farlo, scoprirei che quelle disfatte non sono altro che il preludio alla mia vittoria futura. Il grande problema è che, quando questa vittoria arriva, non riesco più a goderne appieno il trionfo. La vorrei subito, e vorrei che tutte le mie azioni fossero indiscutibilmente vincenti. Nella sconfitta, senza accorgemene, perdo due volte. Mi lascio sfuggire continuamente il piacere di imparare non solo dai miei sbagli, ma anche dal dolore.
E' tutto un gioco di equilibri. Tutto dev'essere perfettamente soppesato.
Nell'ultimo anno, non ho fatto altro che sopravvivere a me stessa. Cercando con tutte le mie forze di tenere la vita a distanza, pensando che chiusa all'interno della mia prigione perfetta niente avrebbe potuto ferirmi, non capendo che se non riesci a raggiungere la porta per aprirla significa che sei già stata ferita a morte. Il mio sguardo è sempre stato così vuoto. Così vuoto che sembra privo di sensi con gli occhi aperti.


-Forse avrò ancora paura, fuori da qui.
*Si ha sempre paura, perchè anche quando siamo soli, nella nostra intimità, non riusciamo a toglierci l'ultima sottile maschera con cui ci proteggiamo.
-Quindi non riusciamo a vederci per quello che siamo realmente?
*No, cerchiamo di proteggerci anche da noi stessi.
-Credevo non riuscissimo a vedere soltanto gli altri..
*Il viso di tutti noi è nascosto da molteplici maschere, ognuna di spessore a fattura differente. Se non si dovesse levare anche l'ultima, l'effetto potrebbe essere talmente doloroso, raccapricciante e incomprensibile che sarebbe difficile da sostenere.
-Anche per noi stessi, quindi?
*Sì. E' la natura umana, per non soffrire le intemperie della vita; perchè sotto quella maschera si è nudi anche della pelle, della carne viva, si sfiorano i muscoli. Ma sarebbe anche bellissimo vedere qualcuno per quello che è, vorrebbe dire toccarlo per la prima volta, anche se lo si conosce da sempre.
-Però non siamo abbastanza forti.
*Anche la forza può essere una maschera, ma per vedersi davvero bisogna togliersela. Credo che la vera forza sia la debolezza più pura, quando tutte le barriere sono state azzerate, e puoi stare senza pelle sotto temporali e soli infuocati, senza bruciarti né piegarti.
-Sentire tutto addosso.
*La verità e la menzogna, il bene ed il male, la ricchezza e la povertà, tutto ti colpisce ma nulla ti distrugge.
-E' impossibile.
*Forse, o forse no. La vita è contraddizione.


La vita è un sogno, dal quale ci si sveglia morendo. La solitudine è calata su di me, pesante come una colata di ferro liquido.


Quando avrò tutto quello che voglio, mi siederò a guardare le stelle.

Zara.

4 commenti:

  1. Grazie delle informazioni. Io avevo fatto qualche ricerca e ho scoperto che se il ciclo salta 3 mesi si definisce appunto amenorrea. Spero che questo mese mi arrivi perchè sarebbe appunto il terzo, soprattutto non riesco a capire il perchè. Non sono poi così magra, soprattutto adesso che sono di nuovo a 56 57 kg. Che schifo..
    Va bè...passando a quello che hai scritto, sono frasi molto belle, anche io ho letto "se siamo ancora vivi", già 2 o 3 volte prchè mi è piaciuti tanto.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  2. Che bel post! *-* L'ho letto e riletto...e sto male come te e mi sento come te...ma non so dove mi trovo, per poter chiedere aiuto e far venire qualcuno a prendermi...qui è tutto buio...

    RispondiElimina
  3. Forse se continuerai ad aspettare tutto quello che vuoi, se continuerai a desiderare tutto quello che vuoi, non ti siederai mai. Forse non ti accorgi che tutto quello che DAVVERO, sotto tutte quelle maschere che tu senti DAVVERO tue, sotto quell'idea di essenza che ti sei fatta di te, si cela la persona vera, che non ha bisogno di nient'altro che di quello che già ha.
    Dimmi Sara, COSA ti manca? E non cosa ti stai togliendo, ma cosa ti MANCA.
    Mancare: non essere presente in un luogo o disponibile per qlc. http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/mancare.shtml

    Rifletti bene e voglio una risposta, sai?
    Voglio che tu mi dica davvero cosa NON hai davanti, non cosa fai finta di non vedere, cosa non vuoi vedere, cos'hai ma non ti piace abbastanza, cosa vorresti, da cosa scappi. No, solo cosa ti manca nella vita.
    E dopo ti svelo un segreto.
    Ti Voglio bene.

    RispondiElimina
  4. Dio
    Quanto
    Scrivi
    Bene
    Voglio il tuo capitolo e lo voglio subitooo!! Ahahahaha...scherzo ^^
    Però acci acci quanto sei brava :)
    Riesci a rendere benissimo all'interno delle parole e delle frasi quelle emozioni di cui tanto dici di aver paura :)

    RispondiElimina