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31 dic 2010

La fine dell'inizio.

Il Mondo mi sorride con il suo ghigno peggiore. E' troppa la sofferenza che sento sulla pelle, che sento dentro il mio corpo. Non contengo nessun sentimento, nessuna emozione, se non il desiderio di abbellire questa mia gabbia d'oro. I battiti del mio cuore non vibrano più dentro il mio petto: c'è solo silenzio, disperazione. è come se una nube si fosse posata sul mio corpo, ed al di fuori c'è solo buio. Ho smesso di respirare in quell’attimo in cui la mia anima ha scoperto questa gabbia. Già sapevo come sarebbe andata a finire. Mi illudevo ancora di vivere. E scivolo di nuovo, ed il mio corpo è spento, fragile; come morto. Non sento nessun movimento, dentro me tutto tace. E scivolo, nuovamente: come un petalo cado, e non faccio alcun rumore. Ma nel mio corpo un grido straziante uccide quel che resta. Ci sono dolori dentro me che non vogliono sentire ragione di andare via; ed io ci galleggio sopra. E restano lì, immobili: continuano ad impossessarsi di me. Mi feriscono, mi fanno sanguinare ancora, bucano il mio petto. Ed io mi ci sto abituando. Li tengo lì, lontani dalla luce, lontani dalla vita. Attanagliano il mio riflesso, ed ogni tanto continuano a ridurre le distanze tra me e loro. Queste lame sono la mia nuova forza, questo riflesso non lo sento mio. Solitudine, incoerenza, delusioni. Sogni vitrei, leggeri, invisibili, appena percepibili, s'infrangono. Precipitare tra mille schegge di lacrime catturate. Così piccole ed impalpabili. Conoscere le proprie certezze e vederle sbriciolare da un momento all'altro. Scomporre, analizzare, domandarsi. Trovo il vuoto. Mi hanno costretta alla vita. Vita che non mi porta nulla. Vomito dal mio cuore le mille spade che mi trafiggono in questa realtà. Sono un automa che avanza per inerzia, cade sempre più nell'abisso. Mi consumo, mentre i vetri penetrano nella carne fredda. Avanza come un freddo satellite in uno spazio morto, incurante del percorso. E' un viaggio negli inferni dell'esistenza, tra reale ed irreale. Realtà ed illusione, mente e corpo entrambi frantumati. Posseggo un vuoto assoluto, impossibile da colmare, un vuoto interiore, dove mi perdo per sempre, un vuoto dove governa solo un urlo, un urlo senza fine, che non conosce tempo, che non conosce luce. Tutto questo mi lacera l'anima. Ho bisogno di quel qualcosa che non riesco a trovare. Penso quello che non dovrei mai pensare. Sono costretta a viaggiare con la mente, per smettere di sentirlo. Da troppo tempo tutto questo vive in me, e ormai troppo ce ne vuole per liberarsene: quindi lo lascio evolvere dentro il mio grasso, la mia carne.
 

Questo, è la fine dell'inizio: buon anno.

Zara.

3 commenti:

  1. Vorrei regalarti la vita che desideri, il corpo che vuoi, vorrei che tutto ti andasse bene, dentro e fuori. Purtroppo non posso, quindi per l'anno venturo spero che i tuoi obiettivi si avvicinino, qualunque essi siano, nel bene e nel male, perchè ti daranno quel briciolo di soddisfazione che aiuta a tirare avanti. Un bacio.

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  2. ti capisco sai.
    quando l'anoressia si penetra dentro è come ti facesse vedere le cose come sono davvero.
    ti fa vedere chiaramente quanto schifo fanno le persone che ci circondano, il cibo, il caldo e il freddo. tutto anche la minima cosa è insopportabile e in ogni attimo ti senti morire. a volte non so davvero più che fare o che dire. poi penso un po' a te e alle altre di questi blog e sto un po' meglio sai?

    spero che questo 2011 sia un bell'anno per te. che tu possa essere più felice, che tu possa sorridere e non sapere nemmeno il perchè.
    te lo meriti davvero zara. uhuh si.
    (L) alaska.

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  3. E' una buona scelta lasciare evolvere ciò che hai dentro, perchè non tutto il male vien per nuocere.
    Di fatti, le righe sovrastanti, le parole e le immagini che hai usato sono splendide.

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