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22 dic 2010

Fosca.

Vivo in una sorta di spleen, una "nausea" come la chiamava il francese Sartre: è una disperazione esistenziale, un malessere profondo che vive con me: lo porto ovunque, dentro la mia anima, nel mio essere. La notte, mi viene a fare visita, approfittando del silenzio notturno. La voce flebile ma incessante, mi ricorda molte cose: che non valgo niente, che sono ingrassata, che sono sempre "troppo" rispetto a tutti gli altri. Occupo solamente spazio. E' un dolore acuto che lacera ogni parte di me e solo quando riuscirò a raggiungere ciò che voglio, questa fitta si potrà placare. Mi estraneo dalla realtà: non vivo più come prima, bensì sopravvivo in questa realtà dove tutti credono di sapere cosa sia il meglio per me. Ogni notte è sempre la stessa storia: pianti infiniti, soffocati dalle pesanti coperte, mi fanno addormentare, mi sfiniscono fino alla resa delle mie palpebre, le quali si chiudono tristemente sui miei occhi lucidi e bagnati. Continue lamentele provengono dal profondo della mia infantile mente e per il tanto dolore che provo, alla fine cado tra le braccia di Morfeo; vengo cullata, coccolata, cercando di dimenticare la sofferente ed agitata nottata; ma ogni sera non posso fare a meno di ricominciare quella che ora è divenuta la mia routine personale: singhiozzi di paura, lacrime di disperazione, occhi vuoti.

Lo specchio continua a riflette un'immagine che non voglio vedere: il ventre sempre più gonfio, giorno dopo giorno, il mio malessere si ciba di me, distruggento ogni frammento del mio organismo. La mia anima brucia, si corrode e si spezza in infiniti frantumi di sofferenza. Il mio corpo è incontrollabile: esigo di più, voglio bruciare e spendere tutte le mie forze, le mie energie. Voglio indossare un velo di pelle, non un piumone. Sono inadatta in questa vita, sono ingombrante in questa realtà. L'infelicità, l'insoddisfazione, la paura, il timore, regnano sovrani nella mia quotidianeità: mi accompagnano a scuola, a pallavolo. Gli occhi vuoti, l'espressione spenta, la bocca serrata: non ho più i lineamenti, sono solo una grossa e grassa pedina che si muove su questa scacchiera, chiamata vita. Vorrei trovare parole più adatte per descrivere tutto questo male che vivo, ma non riesco a parlare o a scrivere nulla che possa anche solo lontanamente farlo immaginare. I miei giorni sono sempre più monotoni, più bui, come la mia stessa anima. La rabbia si incanala nelle mie vene e scorre in tutto il mio flaccido corpo che continua costantemente a lievitare come un dolce. E' un liquido nero che viaggia sotto la mia pelle, come un proiettile sparato in aria: è velocissimo e pulsa così energicamente che non posso far altro che cadere a terra, come segno di resa e di impotenza.


Dalla "Fosca" di Ugo Tarchetti:
Oltre a ciò, ella pensava, agiva, amava, come una persona inferma.
Tutto era eccezionale nella sua condotta, tutto era contraddittorio;
la sua sensibilità era sì eccessiva, che le sua azioni, i suoi affetti, i suoi piaceri, i suoi timori,
tutto era subordinato alle circostanze, le più inconcludenti della sua vita d'ogni giorno.
In una sola cosa era costante, nell'amare e nel contraddirsi, quantunque nelle sue stesse
contraddizioni vi fosse qualche cosa di ordinato e di coerente,
e nel suo amore un non so che di oscuro e mutabile
che non ne lasciava comprendere la natura, o lo scopo.
Era ben certo che in fondo a tutto ciò vi era una carattere,
ma si poteva meglio indovinarlo che dirlo.



Zara.

2 commenti:

  1. Stupenda la Fosca, l'ho portata all'esame di maturità :) Complimenti per la citazione, mi è piaciuta assai assai :)
    Anyway, grazie per il commentino che mi hai lasciato sul blog...
    Ma la mia domanda è: "Come porca la miseriaccia è possibile che il mio metabolismo si sia bloccato?! Non sono un chiodo, sono cicciosamente NORMOPESO, il che significa che di riserve di grasso ne ho a volontà...e allora cosa cavolo fa il mio stupido corpo? Immagazzina ancora?! Dio che nervi...Cmq ieri sera abbuffata, e oggi mezzo chilo in più. Cos'è, si blocca solo quando vuole?! -___-" Forse si diverte a prendermi in giro, questo corpo schifoso.. :(
    Puoi aiutarmi?! Qualsiasi consiglio va bene...Dovrei digiunare? Abbuffarmi? Fare tanti piccoli pasti? Non so, qualche escamotage per non sentire la fame, per non dover cenare, per farmi andare in bagno e buttar fuori tutto lo schifo che ho mangiato ieri...che devo fare?! Sono disperata (non si nota eh?!)

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  2. é brutto non percepire più la realtà che ci circonda,ci distrugge..
    La vita è tale da Vivere,trascorrerla sopravvivendo è come un passatempo,un gioco che non usiamo mai,lì riposto in un angolo e preso tra le mani di rado..
    Siamo noi a decidere,a comandarla..non lei,il caso..ma Noi
    Noi,Te,Io...Noi tutti
    (L)FiorediLoto °*

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