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18 nov 2010

Imperterrita.

La terapia va avanti. Oggi ho avuto il quarto incontro con il dottore R.
Lo trovo molto stimolante parlare con lui: mi mette sempre a mio agio, e mi chiede sempre se parlare di un argomento preciso mi dia fastidio. E' una persona molto simpatica e nonostante la tematica che trattiamo sia piuttosto "pesantuccia", c'è sempre qualche battutina in mezzo ai nostri discorsi. Ogni giovedì, alle ore 14.00 ho l'appuntamento presso il centro di terapia cognitiva ed ogni volta c'è una sorta di dibattito sotto forma di botta/risposta tra me ed il medico. Oggi, ad esempio, mi ha detto esplicitamente che a 45 kg non ci arriverò mai. Non per il fatto che non sia capace ad arrivarci o cose di questo genere, piuttosto per il motivo che questo comporterebbe 2 cose: ricovero forzato e morte. L'anoressia, dopo la depressione, è la seconda causa più comune di morte tra le persone che soffrono di "disagi". Dopo avermi detto ciò, con voce calda, ha esortito "Io non voglio spaventarti dicendoti queste cose che di certo non sono piacevoli da ascoltare, ma le cose stanno così. Non lo faccio apposta a dirti questo, ma in quanto medico, devo avvertirti di tutte le possibilità che ci sono". La verità però, è che non mi sono spaventata. Non ho sentito il bisogno di provare questa sensazione perchè io non mi ritengo anoressica. Secondo R. il mio BMI (nonostante non sappia il mio peso) è di 16.6 (lo abbiamo calcolato ponendo l'ipotesi che io pesi 52 kg, anche se lui pensa che sia di meno). Quindi, secondo tale risultato, sarei quasi nella seconda banda di sottopeso (inizia da 16.5), il che è un pò grave. Abbiamo fatto poi lo stesso calcolo, ponendo invece che 52 kg, i miei famosi e sognati 45 kg (per farmi capire la "gravità" di quello a cui andrei incontro). Risultato? 14.6. Il che è ancora più grave. Mi ha detto in più che, se avessi un BMI del genere, non avrei più le forze per muovermi o fare chissà cosa. Io ho cercato di fargli capire che 7-8 kg in meno, non potranno mai ridurmi ad un vegetale: lo sport non mi dà fatica a questo peso e sto bene. Come volevasi dimostrare, lui è riuscito subito a contrabbattere, dicendo che finché si tolgono 7-8 kg ad una persona obesa di secondo grado, è un conto (anzi, le cose non cambierebbero); ma se si tratta di una ragazza come me, che ha già perso 10 kg (ipotizzando che stia a 52 kg netti) e ne togliesse altri 7-8 kg, la cosa sarebbe ben diversa.

Mi valuto solo con i numeri che compongono il mio peso; il mio valore è legato solo ed esclusivamente a quello. Io, per me stessa, sono solo un numero. E' come se mi categorizzassi con delle cifre. Questo è quello che mi è stato detto all'inizio di questa quarta seduta. Una cosa che mi ha stupita molto è stato il momento in cui mi ha detto di mettermi i suoi occhiali da sole. Io, anche se un pò intimidita, me li sono messi. In quel momento, mi ha chiesto "Di che colore sono le lenti?", io ho osservato un pò la stanza per capire bene quale colore fosse e poco dopo ho risposto "Grigio topo". Lui non ha detto niente; mi ha fatto guardare attraverso la finestra, e poi di nuovo nello studio. Dopo che me li sono tolti, mi ha detto "Ora guarda dall'esterno, il colore delle lenti": erano marroncine/giallognole. Sono rimasta in silenzio, cercando di capire il significato dell'"esercizio", ma lui ha spiegato, prima che io domandassi. Mi ha detto che ho una percezione distorta delle cose e questo accade, quindi, anche con il mio corpo: mentre io lo vedo "troppo", tutti gli altri lo vedono "meno". Percepisco un'immagine allo specchio che non è reale, mi vedo in un modo, quando in realtà sono l'esatto opposto. Questo discorso, in realtà, me l'aveva già fatto mia madre, ma con il "test" che mi ha fatto fare lui oggi pomeriggio, sono rimasta più colpita del solito. Altro argomento di cui si è parlato, è che lui pensa che io, ipotizzando che arrivi a 45 kg, sposterei di nuovo il mio obiettivo ad una cifra ancora più bassa. Avendogli confessato che inizialmente (quando decisi di perdere peso) avevo puntato sui 55 kg ma poi ho scelto di optare per 10 kg di meno, è già un motivo per cui lui è certo che io abbasserei di nuovo la mia meta. Ho cercato di fargli capire che basarsi su un solo episodio, non è sapere per certo che lo possa rifare nuovamente, ma lui con una perfetta proprietà di linguaggio e dialettica (che ora io riporterò con la mia argomentazione sottoforma di "spicciolata", come si suol dire a Roma) mi ha detto che non sarò mai soddisfatta di me stessa. Non troverò mai il vero momento in cui mi riterrò pronta a smettere di "farmi" tutto ciò. E più il peso diminuisce, più entro nel vortice. Semplice ma coinciso, insomma. Tra l'altro, vorrei aggiungere che, ogni volta che vado da lui, salto il pranzo: uscendo da scuola alle 13.00, mio padre mi prepara due panini con la bresaola, ma, invece di finire nel mio stomaco, vengono buttati nel primo secchio della metro. Al dottor R., ovviamente l'ho detto: con lui non ho proprio voglia di inventarmi scuse e quindi di mentire, anche perchè sennò sarebbe solo un lavoro inutile e soldi sprecati. Gli ho detto dunque che non ho mangiato (mentre la scorsa volta avevo preso coraggio ed avevo ingoiato una barretta da 82 kcal). Lui non fa grandi storie, a dire la verità, dice solamente che cerca di darmi l'opportunità per gestirmi e che devo imparare a farlo. In più, per non farmi sentire più in oppressione da parte del controllo della bilancia (che mio padre fa ogni due settimane all'incirca, spesso dopo che io abbia mangiato), il dottore avrebbe proposto di non farmi più pesare da mio padre, bensì da lui (vestita, logicamente) per sentirmi meno angosciata, almeno così si spera. Questa però è giusto una proposta che mi ha posto. Devo dire, in effetti, che tale idea mi sollecita a prenderla in considerazione, bisognerebbe però che io ne parlassi con papà, il quale, a sua volta, dovrebbe mettersi d'accordo con il dottore, e stabilire un paio di cose su ciò. Molto probabilmente, quindi, penso che accetterò questa sua idea di interrompere il controllo del peso con mio padre, per farmi così pesare dal dottore.

Non so perchè, ma poi, ogni volta che esco dal suo studio, avrei un'immensa voglia di parlare di nuovo con lui. I pensieri ricominciano a tartassare il mio cervello, ed ho tante di quelle paure ed ansie e chi più ne ha, più ne metta, che sento un'assoluta necessità di tirarle fuori. E' come se tutto ritornasse come prima.

Capa dura come sono però, nonostante i discorsi che mi ha fatto il dottore R., io rimango imperterrita: 45 kg. E non se ne parla più.


Zara.

3 commenti:

  1. Piccina, sono felice di leggerti. Non ci sentiamo mai in questo periodo ):

    Mi piace moltissimo come analizzi le sedute e come sono strutturate, questo dottore sembra davvero bravissimo sia sotto l'aspetto medico che umano. E mi fa ancora più piacere che ti metta questa voglia di parlare e di sfogarti.
    In effetti dal punto di vista clinico 45 kg per te e per la tua altezza sono impensabili, calcolando appunto che ne hai persi altri dieci prima, ma nello stesso tempo capisco questa tua voglia di lottare e di insistere, andando avanti per la tua strada. Come hai scritto, l'anoressia è un vortice, più perdi e più vuoi perdere e, per quanto credo, finchè saremo fisse sulle nostre idee non riusciremo a metter fuori nemmeno un dito dal tunnel >.<

    Un abbraccio Zarina (:
    Bacino <3.
    Yuki

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  2. anche solo leggendo ciò che riporti tu,questo terapeuta mi piace un sacco! fosse la volta buona che riesci finalmente a trovare un pò di pace!
    inutile dire che ovviamente ciò che lui dice è più che giusto..45 kg sono troppo troppo pochi per te,ma tanto lo sai. è inutile fare chissà che discorsi. questo desiderio di scendere sempre di più,fino all'impossibile, non è razionale. è qualcosa di troppo forte,come un tarlo fisso in testa. e non ci sono discorsi razionali che tengano!
    spero che però,pian piano,lui ti aiuti a vedere la realtà per come è e ti faccia realizzare che tu non sei un numero e che non devi valutarti in base ad un peso. già ti sento molto più positiva ora,visto tutto lo scetticismo con cui sei partita. e questo mi fa molto piacere. anche le mille cose che ti vengono in mente appena esci dallo studio,sono positive. vuol dire che qualcosa dentro di te si sta smuovendo,spero in bene.
    [se posso permettermi,anche secondo me faresti bene a farti pesare da lui piuttosto che a casa!]

    un bacione

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  3. Sei una ragazza di un'intelligenza spaventosa.
    Quando scrivi, quello che dici è davvero .. non sò.. ma capisci tutto quello che ti sta intorno e lo sai analizzare.

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