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24 set 2010

Perchè sia successo a me.

Giornata no. Come sempre d'altronde.

Oggi a ricreazione, sono uscita dalla scuola e con una mia amica ed un nuovo compagno di classe, ci siamo fumati una canna. Andava "tutto bene", quando tornata in classe, siamo solo io, questi miei due compagni e la professoressa di sostegno di un ragazzo disabile (anche psicologa). Iniziamo a parlare dell'esame della patente, quando io accenno al mio fastidio per esser stata bocciata. Concludo il discorso, dicendo "Viene usato dire che la fortuna prima o poi bussa alla tua porta. A me, invece, la fortuna non deve solo bussare..deve proprio sfondare questa cavolo di porta! Ho problemi in famiglia..e tante altre cose". In quel momento, questa mia amica dice "Beh un problema te lo sei creato da sola! Non mangi!": non l'avesse mai detto. Si avvicina la professoressa/psicologa e inizia a parlarmi. Mi ha raccontato che lei lo ha notato, ma che non mi ha mai detto niente. Mi ha parlato di come sono le ragazze in ospedale (perchè ha lavorato nel reparto di anoressia/bulimia). Mi ha descritto flebo, corpo e le cose più brutte di ragazze ricoverate. Ha parlato dei neuroni che muoiono e che non si riproducono più. Ha parlato dei danni al cervello, ma anche della mia persona. Sa che sono seguita da un dottore (lo ha intuito, meglio dire) e mi ha raccomandato di sfruttare questo mio spazio. Io allora le ho accennato della mia futura Terapia Cognitiva Comportamentale, ma a quanto pare, lei non è d'accordo con il tipo di cura: lavora solo superficialmente il problema..il problema di fondo però rimane. Così, con una mano che accarezzava la mia, ha concluso dicendo che dovrei vedere come mi trovo con tale terapia, e qualora non dovesse convincermi, lei è disposta ad indirizzarmi ad altre persone che lavorano nel campo dei DCA con nutrizionisti e chi più ne ha, più ne metta. Mi ha consigliato di venire a parlare con lei, non come psicologa, ma come adulta. "Non voglio sostituire il tuo dottore, ma vienimi a parlare quando vuoi, qui a scuola".

Entrato il professore della quarta ora (filosofia), ha ultimato la sua "paternale" dicendo "Sarei persino capace di dirti ora, su due piedi, il tuo BMI".

Quando è incominciata la lezione, la mia amica, compagna anche di banco, mi ha chiesto scusa per aver causato questa "chiaccherata" con la professoressa/psicologa. Io l'ho guardata e, senza neanche parlare, sono scoppiata a piangere. Siamo uscire subito dalla classe e, senza che nessuna delle due parlasse, ho smesso. Ho cercato di recuperare un pò della mia dignità e quindi sono rientrata in classe, senza dire nulla. Per quanto abbia capito, mi hanno vista 4 persone. Meglio di niente. Non avevo proprio voglia di sentirmi chiedere "Ma perchè ti sei messa a piangere?".

No, non volevo proprio.  

4 commenti:

  1. Il problema è che il problema rimarrà sempre se non si rimuovono le cause, e le cause spesso non si conoscono, o se si conoscono, sono dure da affrontare.
    Qui quando vuoi parlare, sempre.
    Un abbraccio.
    Laura.
    Mi dispiace sapere che anche la tua giornata è stata pessima..

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  2. Queste situazioni imbarazzanti a scuola sono sempre inevitabili, deve sempre succederne qualcuna! La psicologa sembra brava e molto disponibile, direi un ottimo appiglio se la terapia non dovesse andare in porto, anche se spero vada per il meglio (:

    Che bella che sei, che bella che sei, CHE BELLA CHE SEI *-*

    Hug(LL)

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  3. Secondo me, dovresti cercare di "valorizzare" quello che c'è di positivo in tutta questa faccenda.
    Invece che chiederti perchè sia successo proprio a te, prova invece a pensare che adesso c'è una persona con la quale puoi parlare.
    Mi è sembrata davvero gentile e disponibile.
    E credo che anche solo due chiacchiere ogni tanto possano farti solo che bene..
    pensaci!
    ;)

    un bacione
    .Alice

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  4. Concordo con le altre ragazze, è un buon appoggio, anche se la terapia dovesse andare bene.
    Spero sia così, e che il problema di fondo non rimanga, anche se sarà difficile, ma ne varrà la pena, no?
    Deve essere così.

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