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11 set 2010

Check Up: TCC.

Tralasciando che ieri sono stata bocciata all'esame della patente (8 errori: delusione). Mi sono sentita giusto un PELINO inutile. Tra l'altro mia sorella è riuscita a superare il test, quindi ho provato anche un pò di "odio" nei suoi confronti: io sono stata sempre e costantemente a fare test su test, mentre lei usciva e si divertiva. E guarda che succede? Io bocciata, e lei promossa. 
E meno male che l'impegno paga. Ora cercherò di fare al più presto possibile il test, in quanto da Gennaio 2011 cambieranno tutte le modalità dell'esame. 


*Forza e coraggio, forza e coraggio*  <- - -Auto-convincimento nel poter superare il prossimo test.


Ma non è questo il motivo per cui sto scrivendo.


Oggi, 11 Settembre 2010, ho avuto il secondo incontro con Capitan Ovvio. 


E' andata bene. Oddio, non esageriamo però. E' andata bene nel senso che non mi ha pesata (due giorni fa ero 50.2 kg). Mi ha chiesto come sono andate le vacanze e minchiate varie. Gli ho fatto vedere i risultati delle analisi. Logicamente non mi farà fare assolutamente una dieta per quanto riguarda il valore del colesterolo. Dice che è assolutamente normale nel mio caso avere un valore rialzato in tal maniera. Sulla tiroide non ha avuto un granché da dire: la situazione è rimasta tale e quale come le analisi precedenti. 


Siccome la mia ormai ex-psicologa si è trasferita in Puglia, il dottor F. ha deciso di propormi un nuovo tipo di terapia del tutto diverso, da quella affrontata con la mia ex dottoressa. Si tratta di una Terapia Cognitiva. Non so se sappiate di che cosa si tratti, così, cercherò di farvelo capire in breve (Capitan Ovvio me ne ha già accennato qualcosa). 
Numerosi studi hanno dimostrato che la TCC è efficace nel trattamento di una vasta gamma di disturbi psicologici: la depressione, l’ansia, gli attacchi di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo, le fobie, i disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità psicogena), le forme di stress post-traumatico, la dipendenza da alcol e droghe, le disfunzioni sessuali, i problemi di coppia e, combinata alla somministrazione appropriata di farmaci, i disturbi di personalità e la schizofrenia. Le prime sedute vengono dedicate alla conoscenza dei problemi del cliente e alla costruzione della relazione terapeutica. La fase di anamnesi viene condotta utilizzando, oltre al colloquio clinico, test psicodiagnostici ed è volta alla valutazione dello stato emotivo del cliente, alla ricostruzione delle esperienze salienti della sua vita e alla chiara definizione dei suoi problemi attuali e dei suoi obiettivi. Quando il caso e la diagnosi clinica saranno abbastanza chiari, il terapeuta propone al cliente un contratto terapeutico. Egli riassumerà le sue valutazioni, prospetterà al cliente le sue ipotesi e formulerà delle interpretazioni degli eventi. Delineerà un progetto terapeutico, con strategie e obiettivi concreti, utili e raggiungibili, connessi con i problemi esplicitati dal cliente e coerenti con le sue aspettative. Successivamente il terapeuta spiegherà i principi teorici e le finalità della terapia, ed illustrerà brevemente le tecniche che verranno utilizzate, nonché i tempi, il costo e le probabilità di successo della terapia, per quanto ciò sia possibile. Poi si passerà all’intervento terapeutico vero e proprio, in un clima di fiducia e di orientamento positivo al cambiamento. Verso la fine della terapia, quando il cliente si sentirà meglio, le sedute potranno essere diradate nel tempo fino alla conclusione. Potranno poi seguire delle sedute di richiamo (follow-up) a tre, sei e dodici mesi dalla conclusione della terapia. Di solito le sedute si svolgono all’interno di uno studio con delle poltrone e un tavolino o una scrivania. Il terapeuta e il cliente sono seduti faccia a faccia, ma la loro posizione può eventualmente variare nel caso in cui vengano utilizzate determinate tecniche (rilassamento, role-playing, modeling, ecc.). Le sedute durano circa un’ora, e la loro frequenza è settimanale (più raramente, bisettimanale). Il clima è disteso, empatico e collaborativo. Oltre al colloquio, spesso si utilizzano in seduta alcuni materiali terapeutici, come test e questionari psicodiagnostici, diari giornalieri per la registrazione e il monitoraggio delle attività del cliente, schede per esercizi in studio e per i compiti a casa (homework). Dopo un rapido controllo dell’umore del paziente, si fissa un ordine del giorno, stabilendo gli argomenti di cui si tratterà nella seduta. In maniera collaborativa, i problemi verranno trattati facendo ricorso alle tecniche più appropriate. Poi si passerà all’assegnazione di alcuni compiti a casa, ovvero degli esercizi che il cliente svolgerà durante la settimana e che verranno discussi insieme nella seduta successiva. 
Gli interventi di TCC si basano sull’uso di numerose tecniche finalizzate a modificare comportamenti, emozioni e cognizioni non funzionali. Esse derivano dall’integrazione del modello cognitivo con l’orientamento comportamentista. Esse includono: il problem-solving, il decision-making, gli esperimenti comportamentali, il monitoraggio e la programmazione delle attività, la distrazione e la rifocalizzazione, le tecniche di rilassamento, i coping cards, l’esposizione graduale, il role-playing, e molte altre ancora.
Essa è finalizzata a modificare i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi del cliente, producendo la riduzione e l’eliminazione del sintomo e apportando miglioramenti duraturi nel tempo. La TCC è un terapia adatta al trattamento individuale, di coppia e in gruppo, e funziona a prescindere dal livello culturale, la condizione sociale e l’orientamento sessuale del paziente.



Questo è tutto quello che ho potuto raccogliere da internet e dalle parole dell'ormai famoso Capitan Ovvio. Dovrò dargli una risposta tramite mail riguardo la scelta mia da fare. 

In più, durante la seduta di questa mattina, si è accennato al fatto che molto probabilmente (anzi, ormai è sicuro) riprenderò a fare dell'attività fisica: pallavolo. E' sempre stata la mia più grande passione. L'ho iniziata a praticare fin quando avevo 6 anni, poi però ho smesso a causa dell'inizio liceo. Ora però, vorrei tornare a praticarla. Non la farò, sfortunatamente, a livello agonistico: impiegherebbe troppo tempo (3 volte alla settimana dalle 18.30 fino alle 20.30). Così ho deciso di svolgere tale sport a livello amatoriale (senza campionati o roba simile): 2 volte alla settimana dalle 20.30 fino alle 22.00 (almeno questo è quello che ho capito). In base a questa mia decisione, il dottore ha deciso di farmi iniziare a prendere degli integratori (Nutridrink: 300 kcal a bottiglietta <- - -HELP). Dice che non servono per farmi mettere peso, ma per darmi energia, visto che ora inizia di nuovo scuola e dovrò affrontare gli esami di maturità e inoltre ritornerò a praticare, appunto, sport. 
Ci credo ben poco, se devo dirla tutta, sul fatto che questo dannato liquido non mi farà mettere su peso.

E come se fossi diventata una bambina di 5 anni, quel "Carissimo" dottore, alla fine della seduta, mi ha regalato una bottiglietta di questo dannato integratore. In quel momento ho avuto un flash-back di quando andavo dalla pediatra: alla fine della visita mi regalava sempre una caramella, come contentino. Ecco, in quel momento ho pensato proprio a questa scena del passato e per poco non mi mettevo a ridere per il nervoso. Pensa che con un integratore in mano me ne sia andata dal suo studio con un sorriso? Non penso proprio, mio caro.

E questo è quello che è accaduto oggi: volevo condividerlo con voi, al fine di sapere anche quello che pensate.  


  


Zara.

3 commenti:

  1. Oddio ma i medici sono fissi con integratori di ogni genere o.o (il mio me ne da sempre tre, che io non prendo, giustamente) ma bellissima la fine della visita con l'accontentino in bottiglietta ahah :D, pure a me la pediatra dava sempre le caramelle da piccina, quelli SI che erano momenti di gioia v.v

    Parlando seriamente, questa terapia, detta TCC, mi pare buona. Io non sono un'esperta in terapie di vario genere, visto non sono nemmeno mai andata da uno psicologo >.<, ma tentar non nuoce. Alla fine il bello delle terapie è che se non ti trovi puoi mollare il tutto e dimenticare l'accaduto, quindi, perchè non provare? (:

    Pallavolo *-* ti ci vedo bene in questo sport e fai benissimo a riniziare! (l'integratore non credo faccia ingrassare, tutt'altro)

    P.s. Muhahah mi sono scompisciata con la storia della saponetta, magari diventassi trasparente, io ho il bellissimo pregio (si come no -.-) di apparire perennemente uguale a qualsiasi peso muhahah, quindi a 50 kg è come se fossi 60 o 110 v.v. Amo il mio corpo, amo il mio corpo *si autoconvince*

    Ti vi bi (:
    Hug <3

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  2. che rabbia la storia della patente! va molto a "culo" però, considera che a me come cartello era capitato lo stop! e vai tranqui,tra le mie amiche,ben 4 non l'hanno passata la prima volta,la seconda andrai senza problemi!


    per la terapia non saprei, cioè io non ho mai avuto terapisti che usavano questo approccio,ma ne ho sentito tanto parlare. a quanto pare,la terapia cognitivo-comportamentale è quella più utilizzata per i dca, e anche quella che dà risultati migliori. però ti dico,parlo da profana,per quanto ho sentito dire (dal mio stesso psico). non potresti provare e vedere? se poi è proprio una cosa che non ti va a genio o molli o trovi qualcosa di diverso,si può fare? almeno non ti precludi del tutto la possibilità..

    lo sport aiuta molto a scaricare i nervi,se fatto in modo spensierato,quindi credo sia un'ottima idea quella di riprendere! :)

    e per il nutridrink non ti preoccupare, davvero non fa ingrassare. per un periodo l'ho preso, insieme all'ensure (anche quello 300 cal,quindi tot di 600 e non mi è successo nulla). non metti peso,ma è ricchissimo di vitamine e di tutti i nutrienti essenziali. magari il sapore non è il massimo,mah,dipende pure dai gusti..magari non ti dispiace!

    un bacio

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  3. Mmmh, non penso che quell'integratore ti farà mettere su peso, anche io lo (dovrei) prendo e non mi ha mai fatto mettere su un kg, quindi sciallaaaaaaa:)
    per quando riguarda il dottore, l'unica cosa che mi viene da pensare è che magari tutto quello che fa lo fa con le migliori intenzioni ma senza avere i risultati che vorrebbe.
    Comunque per quanto riguarda la terapia non sembra male come idea, è molto seguita e dettagliata in ogni particolare, ma anche attiva, cioè "fai" più che solo "dire"..
    però naturalmente a te la scelta:)
    Fammi sapere poi cosa hai deciso:)

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